Bambini in strada al freddo dopo l'esplosione. Il 118: «L'uomo viveva ...
ROMA (17 ottobre) – Sono diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti circa l’esplosione che si è verificata questa mattina alle 5 in Via Pietro Caleffi al Tiburtino Terzo in cui sono rimaste ferite tre persone.
Le indagini si stanno concentrando sul proprietario della casa, Fulvio Vitale, che è anche la vittima più grave, il quale viveva da solo in condizioni di evidente abbandono e già in cura presso i servizi di igiene mentale.
Nellincidente sono stati coinvolti anche due vicini di casa, Silvana Gelsomini e Roberto Sellarone, marito e moglie di 50 anni, anche’essi ricoverati con un codice rosso e uno giallo, che abitavano nell’altra scala della palazzina, ma il cui appartamento confina con la cucina dell’uomo.
«Abbiamo trovato una persona che viveva in condizioni di indigenza e abbandono sociale – ha riferito il capo della sala operativa Livio De Angelis – ma l’uomo non aveva precedenti per tentato suicidio dunque al momento non possiamo affermare che si sia trattato di un gesto volontario».
Fonte: www.gazzettino.it
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ripeto: è necessaria e urgente una campagna d’informazione a tappeto da parte dei fornitori di gas innanzi tutto -che guadagnano come se il flusso fosse costituito da colate d’oro- e delle istituzioni, invece solo di sfuggita in un tg è stato detto: il gas per uso domestico ha un potenziale venefico bassissimo e uno esplodente altissimo: non ti ci avveleni -i disastri sono quasi sempre provocati da aspiranti (!) suicidi- ma trasformi la casa in una bomba